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domenica 22 gennaio 2012

Il galateo...


GIOVANNI DELLA CASA
Il nunzio apostolico Giovanni Della Casa 
fu il promotore del galateo


di GIACOMO GALEAZZI - Fonte: Vatican Insider

Raramente si ricorda come l’ideatore del galateo sia un ecclesiastico del Cinquecento, l’arcivescovo Giovanni Della Casa che ha prestato servizio come nunzio apostolico nella diplomazia pontificia, una delle più rigide al mondo nel protocollo. Basti pensare che per l’etichetta vaticana non è ammissibile che un paese straniero accorpi in un’unica ambasciata le rappresentanze diplomatiche in Italia e presso la Santa Sede. Significativamente, il termine «diplomatico» indica una persona che abbia le doti di accortezza, equilibrio, sensibilità necessarie nei rapporti politici tra nazioni. E, al tempo stesso, viene definito «diplomatico», colui che non si compromette o che persegue il proprio fine con pazienza, prudenza. Appunto l’identikit del teorico delle buone maniere.

Monsignor Giovanni Della Casa nasce a Firenze presumibilmente il 28 luglio 1503. Studia dapprima a Bologna, poi a Firenze, sotto la guida di Ubaldino Bandinelli, che lo indirizza verso le materie umanistiche e letterarie. Insieme a Ludovico Beccadelli, amico del Bandinelli, Giovanni Della Casa si appassiona e viene assorbito dalla lettura dei classici latini, per un periodo lungo due anni. Dopo avere dedicato particolare attenzione allo studio della lingua greca classica a Bologna, nel 1532 Della Casa intraprende la carriera ecclesiastica a Roma. Diventa Arcivescovo di Benevento nel 1544 e, sempre nello stesso anno, nunzio apostolico a Venezia. Nel capoluogo Veneto redige l'introduzione dei tribunali dell'Inquisizione, appronta alcuni famosi processi e tenta la creazione di una lega contro Carlo V.

E' proprio in questi anni che scrive numerosi versi e trattati tuttavia, quando Giulio III viene eletto papa, la sua fortuna declina. Monsignor Della Casa decide quindi di ritirarsi in una villa nella Marca Trevigiana dove si dedica ai suoi studi. Qui scrive la sua opera più famosa: "Galateo overo de' costumi", ancora oggi notissima e conosciuta semplicemente come "Galateo", manuale di belle maniere. E' il 1558; l'opera verrà pubblicata postuma e godrà fin da subito di un grande successo che si estenderà a tutta l'Europa. In seguito papa Paolo IV, succeduto a Giulio III, richiama Monsignor Della Casa a Roma, come segretario di stato Vaticano. Morirà poco dopo, a Roma, il 14 novembre 1556. Il suo "vademecum" sulle buone maniere lo ha reso immortale.