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domenica 27 febbraio 2011

Eroe per abitudine


p. Giovanni Santolini, o.m.i.
 

La vita di P. Giovanni Santolini è stata un viaggio compiuto nel segno della santità e conclusosi con quello che all’apparenza è un banale incidente stradale la Domenica delle Palme a Kinshasa in Zaire. P. Giovanni era il 5° di 11 figli di una famiglia profondamente religiosa e di alto livello culturale (il nonno era stato uno dei fondatori dell’Azione Cattolica di Genova e il papà era primario ortopedico).Entrato nel seminario di Genova a 14 anni vi mette in luce le sue doti naturali: semplicità e creatività, allegria e facilità di rapporti. Il desiderio della vita missionaria (le missioni eschimesi!) e una “aspirazione al martirio” lo portano a bussare alla porta degli Oblati e chiedere l’ammissione al noviziato di Marino: «Ho capito che se non divento santo la mia vita non ha senso: perciò mi sono messo sotto a diventare “santo”». Ed eccolo alla fine del noviziato a chiedere, il 14 settembre 1978, l’ammissione ai primi voti: «Ho passato momenti in cui avrei mandato tutto a quel paese, momenti che ho pianto perché non riuscivo a vedere niente, momenti in cui ho sentito dilaniarmi le carni per dover sostenere determinate situazioni, momenti in cui ho provato l’esser solo, estremamente solo, perché alcuni passi si fanno da soli, momenti in cui mi sono sentito defraudato, rapinato di quello a cui più tenevo: la mia santità...;eppure l’unica cosa che mi ha sostenuto e mi ha fatto andare avanti è: “Signore da chi andremo, tu solo hai parole di vita eterna”». Compiuti gli studi allo Scolasticato di Vermicino (Dottore in Missionologia all’Urbaniana) fu ordinato sacerdote a Genova l’8 maggio 1982. Il mese successivo riceve l’obbedienza per la comunità missionaria di Passirano. Eccelle subito per la sua vita fraterna e apostolica tanto da essere nominato superiore della stessa comunità due anni dopo. Nel 1987 arriva l’obbedienza per le missioni ma invece delle fredde terre polari si tratta delle calde terre dello Zaire. Qui Padre Giovanni vi svolge dieci anni di intenso apostolato tra gli scolastici, l’ambiente universitario e la gente comune. Tutto lo ricordano come un uomo semplice: danzava con gli scolastici e faceva lavori manuali senza crearsi complessi. Un uomo sempre felice, ma anche un uomo di preghiera, sempre disponibile al servizio. Ha insegnato teologia ed è stato fondatore e direttore dell’Istituto africano di scienze della missione. Aveva un amore particolare per S. Eugenio e per la famiglia oblata. In un incontro con gli animatori del MGC ebbe a definirsi: «Eroe per abitudine» e in occasione della canonizzazione di S. Eugenio, richiesto della sua esperienza in S. Lorenzo in Lucina ebbe solo a dire «Troppo forti gli Oblati».  Il suo corpo riposa davanti alla Grotta di Lourdes dello Scolasticato di Kinshasa.

Video dell'incontro di p. Giovanni Santolini omi con i giovani del M.g.c. (1995)



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