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lunedì 7 marzo 2011

Approfondimento - La riforma protestante

LA FEDE, LA GRAZIA E LA LETTURA DELLA BIBBIA
La salvezza, secondo Lutero, è dono della misericordia di Dio verso l’uomo peccatore, che è salvato grazie alla clemenza di Dio, cui deve affidarsi con una fede e una fiducia fondate sulla salvezza promessa da Dio in Gesù Cristo.
Lutero predica dal pulpito Lucas Cranach e figli, 
Lutero in cattedra, particolare dell’altare di Wittenberg, XVI secolo.
• La fede è totale fiducia in Dio ed è autonoma dalle opere buone o cattive che il cristiano può compiere. Diceva Lutero in una lettera all’amico Melantone: “Pecca fortiter sed crede fortius”. Cioè, anche se commetti peccato, sarà la fede a salvarti. La frase proseguiva:“Sed fortius fide et gaude in Christo” (ma con più forza confida e godi in Cristo).

• Per ottenere la grazia non sono indispensabili né le opere meritorie né i sacramenti: essa dipende esclusivamente dall’iniziativa divina.

• La lettura della Bibbia è per Lutero fondamento della vita di fede e delle scelte morali del cristiano. La Chiesa di Roma non ha l’autorevolezza dottrinaria ne è depositaria dell’interpretazione della Sacra Scrittura. Per Lutero, mediante il libero esame, il cristiano può accostarsi al testo sacro, interpretarlo liberamente e conoscere così tutta la rivelazione in esso contenuta. Nel linguaggio teologico il libero esame indica un criterio personale di interpretazione della Sacra Scrittura, senza ricorrere all’insegnamento del magistero. I riformatori lo ritenevano possibile grazie all’assistenza personale dello Spirito Santo, che garantiva la corretta interpretazione dei testi sacri. In tal modo si ebbero molte interpretazioni della Bibbia finché le varie Chiese della Riforma arrivarono indirettamente, tramite le professioni di fede, a dare un’interpretazione ecclesiale ufficiale. 

 
Affisione delle 95 tesi alla cattedrale di Wittenberg
 
LA BIBBIA DIVENTA UN BEST SELLER
Lutero preparò una traduzione in tedesco, in modo che fosse accessibile a tutti. L’invenzione della stampa a caratteri mobili avvenuta in quegli anni a opera di Johannes Gutenberg favorì la rapida diffusione del testo biblico. La prima opera da lui stampata fu la cosiddetta “Bibbia delle 42 linee”
(dal numero di righe contenute in una pagina), che vide la luce in torno al 1455. L’invenzione della stampa giovò non poco alla diffusione delle idee dei riformatori; a cominciare dalle 95 tesi di Lutero. I loro testi, redatti non in latino, ma nelle lingue moderne, ebbero grande diffusione. Anche la Bibbia ebbe un gran numero di edizioni (tra il 1522 e il 1536 Lutero ne curò ben 430 traduzioni), così da consentire di leggerla direttamente, senza l’interpretazione del magistero della Chiesa cattolica. Questa reagì pubblicando, a partire dalla metà del Cinquecento, una serie di Indici dei libri proibiti, cioè di elenchi dei libri che i cristiani non potevano leggere, pena la morte (comminata anche agli autori e agli stampatori). PioV fondò a tal proposito nel 1564 un’apposita istituzione, la Congregazione dell’Indice (abo-lita soltanto nel 1966 da Paolo VI). All’indice vennero messe anche tutte le edizioni della Bibbia diverse dalla Vulgata, redatta in latino nel IV secolo da san Girolamo.

La Bibbia di Guttenberg






LA CHIESA LUTERANA
 Lutero dichiarò che soltanto i sacramenti del battesimo e dell’eucaristia, da lui poi denominata“Santa Cena”, hanno sicuro fondamento biblico e affermò che “la fede senza sacramenti salva; i sacramenti senza la fede non salvano”. Inoltre accusò la Chiesa romana di aver falsato l’insegnamento di Cristo negando il calice ai laici e presentando la Messa come sacrificio anziché come testamento di Gesù che garantisce salvezza ai credenti. La Messa, anziché rinnovamento del sacrificio di Cristo, fu interpretata dai luterani come cena di comunione, con un rito semplificato, con celebranti che spesso non indossavano alcun paramento e distribuivano ai fedeli pane e vino.


 Stampa allegorica rappresentante il trionfo della rivoluzione luterana:
a sinistra la comunione protestante, a destra il clero cattolico all'inferno


LO SFALDAMENTO DELL’UNITÀ EUROPEA
 Nelle intenzioni di Lutero la ribellione aveva sempre avuto un carattere puramente religioso, ma i contatti tra religione e politica erano inevitabili giacché i principi tedeschi erano pronti a strumentalizzare la situazione a proprio favore contro l’autorità papale e contro quella imperiale. La
Pace augustana tra l’Imperatore e i protestanti (1555) riconobbe ai principi e ai signori territoriali tedeschi il diritto di essere cattolici o protestanti. In ciascun territorio i sudditi dovevano seguire la religione del loro sovrano oppure emigrare. Per i beni ecclesiastici e per la loro gestione venne raggiunto il compromesso che qualora un vescovo o un abate fosse diventato luterano, i beni rimanevano alla Chiesa cattolica ed egli ne perdeva la signoria.

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