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lunedì 14 marzo 2011

Il Digiuno

diTEMPO DI QUARESIMA

OLTRE OBESITÀ E DELUSIONI
  di PIERANGELO SEQUERI 


«Non è un rito del passato». Il Papa di­ce questo del Battesimo. Ma vale an­che per la Quaresima, con le sue liturgie e le sue pratiche. Non è un rito del passato la Quaresima. È un rito del passaggio. L’approssimazione alla so­glia. Il cammino – esercizio dello spirito e del corpo – che porta a destinazione ogni volta, per ciascuno, l’energia dell’avvento di Dio. E­vento che ha dato una scossa definitiva al mondo: quel mondo che si richiude su se stes­so, e su di noi, come «un sepolcro senza futu­ro». Dall’imboccatura della vita volano via, o­gni volta, enormi pietre: effetti delle rovine che la generazione che precede lascia, senza alcuna grazia, sul campo della generazione che viene. Il messaggio di quelle rovine – e­sperimenti di «vita migliore», ci avevano det­to – è desolante: «non c’è via d’uscita», c’è scrit­to, sulle pietre che ci hanno lasciato. Effetto e­stremo della presunzione, alla quale gli uma­ni non sanno rinunciare nemmeno quando affondano. Non contenti di metterci in croce con i loro errori, non rinunciano a imporci la loro delusione come un comandamento. E guai a chi non si adegua. Vi rendete conto in che mani siamo caduti, nel momento in cui abbiamo incontrato uomini che, finalmente prendono in mano il loro destino (e il nostro)? Non è un rito del passato, il Battesimo. È un sacramento che riapre il tempo alla grazia del­la sua destinazione. Sbarra la strada ai deliranti esperimenti dell’autorealizzazione e toglie ar­gomenti alla disperazione dell’essere genera­to all’illusione. Lungo il solco, segnato dal­l’acqua e dallo Spirito, prendono sostanza e peso tutti i segni, tutti i gesti, tutte le parole, tutti i legami ai quali affidiamo le parti mi­gliori di noi. Il Battesimo apre la strada nel campo minato della storia degli uomini e la lascia segnata per i cuccioli di chiunque. Esi­ste un passaggio. «Dio ha creato l’uomo per la risurrezione e la vita, e questa verità dona la dimensione autentica e definitiva alla storia degli uomini, alla loro esistenza personale e al loro vivere sociale, alla cultura, alla politi­ca, all’economia». Non è il rito della malinconia, la Quaresima. Il detto proverbiale sui toni e sulle facce 'qua­resimali' sbaglia di grosso: dobbiamo fare di tutto per restituirlo alla sua futilità. La Quare­sima, oggi, è anche rito dell’ironia: che sorri­de in faccia ai gufi della fine della storia. È la riapertura della storia, in favore di una civiltà che segna il passo e si scava la fossa. Le facce quaresimali, ormai, stanno impresse sulle ma­schere del godimento. Non è più una tesi fi­losofica: ce lo si legge proprio addosso. L’o­besità delle nostre abitudini pigre e insazia­bili ci rende insensibili a tutto. Il nostro tono di voce è perennemente alterato, il nostro ge­sto isterico, il buco nero della nostra rasse­gnazione è pieno di rughe sotto gli occhi. Il na­so è spiaccicato sul cellulare, non vediamo più niente. L’ambiente è totalmente sonorizzato: non sentiamo più niente. La riflessività della vita non ha più neanche un varco piccolo co­sì per arrivare al cervello. 


Il digiuno affila la mente. La rinuncia rende a­cuto lo sguardo. L’esercizio dello spirito in­gentilisce il gesto. L’eleganza del distacco ri­dona sensibilità all’essenziale. La silenziosa lotta con il male rende affidabili.  Il credente transita così, con gesto sobrio e discreto, at­traverso le anime flaccide e sepolcrali delle nuove divinità d’Occidente. Impara ad abita­re coraggiosamente la disperazione della vita che vive per niente. Insegna a morire per qual­cosa di enorme che riguarda tutti. Segna la soglia del mistero. E ci rende capaci di var­carla. Perché la generazione che viene esca dall’incantamento che l’istupidisce preventi­vamente: a caro prezzo. E ritorni sveglia per l’attrazione della vita che sta oltre la barriera. Deve finire questo paese dei balocchi: e deve ritorna­re, infine, il senso della vi­ta come storia. Altroché, se deve.

(Editoriale di Avvenire di Mercoledì 9 marzo 2011 http://avvenire.ita.newsmemory.com/)

* Per approfondimenti:
-«Battesimo e Quaresima quando la vita vince la morte» (Articolo tratto da Avvenire 9/3/2011)

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