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venerdì 10 maggio 2013

Amare

Che cosa è l'amore? Purtroppo in questi giorni la cronaca ci porta alla conoscenza fatti di "femminicidi", frutto dell'incapacità di amare, di creare relazioni vere e libere. Oggi si è incapaci di costruire rapporti, di accettare delle "sconfitte", delle delusioni, dei no... 

Per aiutarci nella riflessione vi volevo proporre questo video e il testo del Cantico dei Cantici. 


Per accedere al Cantico dei Cantici clicca qui: http://www.maranatha.it/

mercoledì 6 febbraio 2013

La vignetta del mese

Visto che sabato il tema della giornata della vita alla quale abbiamo partecipato (con le classi del liceo della SS.ma Annunizata) era: "La vita è bella ... INSIEME BELLISSIMA", mi sembrava appropriata questa vignetta, così per ricordavi il tema affrontato e magari continuare a rifletterci su... 


sabato 29 settembre 2012

Catechesi per le famiglie

Questa volta pubblico qualcosa che non riguarda direttamente voi ragazzi ma le vostre famiglie e le famiglie in generale. Non so se saranno interessate all'argomento. La settimana scorsa, se vi ricordate, vi avevo pubblicato la notizia che l'Arcidiocesi di Firenze aveva organizzato la "Festa della famiglia". 
Personalmente è stato un momento molto bello e ricco di spunti. Uno dei relatori, p. José Granados, ha presentato un intervento che si poteva andare a ritrovare anche su internet. Purtroppo tutti gli altri no. 
Qua sotto trovate l'intervento di p. Granados e molti altri, preparati per la giornata mondiale della famiglia che si è svolta a Milano l'anno passato. 


domenica 18 marzo 2012

L'amore e... altri sentimenti

Abbiamo parlato in classe dell'affettività, dell'amicizia... del difficile che è il creare e vivere delle relazioni. In YouTube ho trovato questo video che vi invito a vedere per poi riflettere insieme in classe... 


martedì 21 febbraio 2012

Humanae Vitae

Oggi abbiamo iniziato a parlare dell'affettività, di quei "tanti no" che la chiesa va "distribuendo" a destra e a sinistra. Ma è proprio così? Al di là di quelle che possano essere le vostre opinioni personali e le vostre scelte, mi sembrava importante farvi capire i perché di certi inviti, il perché di certi "atteggiamenti" che dovremmo vivere. Visto che uno degli argomenti trattati era l'Humanae Vitae di Paolo VI ve la ripropongo in "versione corta" qua sotto. Vi invito a dargli un'occhiata così che poi la prossima settimana possiamo discuterla insieme in classe...
Humanae Vitae

giovedì 29 dicembre 2011

Perché ci innamoriamo?

Perché ci innamoriamo? Che cosa è questa "strana esperienza"? L'amore è uno degli argomenti che tratteremo nei prossimi mesi. Trovando questo video in internet mi sembrava però interessante cominciare ad addentrarci nell'argomento...  



martedì 1 novembre 2011

Una storia d'amore....

L'anno scorso, i primi di febbraio, l'Arcidiocesi di Firenze, insieme al Movimento per la Vita fiorentino ha organizzato, come ormai da tradizione, un momento insieme a tutti gli studenti dell'area fiorentina, un momento di incontro e di discussione sull'affettività, sulla vita.... 
Una delle protagoniste di quella giornata fu Chantal Borgonovo, moglie del calciatore Borgonovo, giocatore della fiorentina, del milan... oggi affetto dalla SLA (sclerosi laterale amiorfica). 
 Fu proprio la sua esperienza quella che più colpì voi che partecipaste e proprio sabato scorso, nel programma della Rai "A Sua Immagine", nello speciale del sabato, il conduttore Rosario Carello, ha proposto questa bellissima storia d'amore.


mercoledì 4 maggio 2011

The Three Most Important Words in a Relationship

Abbiamo provato, varie volte, ad affrontare il discorso delle relazioni tra genitori e figli, tra studenti e professori, tra amici ... Tra le varie "tipologie" di relazioni che possono nascere c'è quella che si instaura tra due persone e che le porta a vivere l'una per l'altra. 


Gli stimoli che ci propone la società fanno si che però quest'amore risulti spesso povero, superficiale... eppure potrebbe diventare un tesoro inestimabile per i due che così potrebbero diventare, un domani, "una sola carne" e formare una famiglia. 


Nell'era del mordi e fuggi, del tutto e subito dove quello che è successo cinque minuti fa è già obsoleto  non si possono creare delle relazioni Vere se non siamo capaci di guardarci in faccia, di parlarci, di ascoltarci, di darci del tempo... 

Un elemento fondamentale che non può non essere presente in qualsiasi relazione, se vogliamo costruire d'avvero un qualcosa di bello e ricco, è il sapersi chiedere scusa. Il puntare il dito è estremamente deleterio, non porta che alla rottura di quell'interazione. Saper chiedere scusa, però, non è certo facile...


Il video che vi propongo è per riflettere un po' su questo, su quali siano le tre parole più importanti in una coppia ma anche in qualsiasi rapporto a due o più.

venerdì 29 aprile 2011

Chiedere "scusa"

Chiedere scusa non è certo facile, è un processo a volte lungo, difficile, anche doloroso perché, in qualche maniera, ci umilia, ci rende deboli, ci rende una "facile preda" per battute e scherzi, ci può far diventare lo zimbello del paese... 

Per questo che non tutti possono chiedere veramente scusa. Perché chiedere scusa è un'arte! Bisogna imparare a saperlo fare perché non basta dire quella parolina abbastanza corta per diventare dei veri esperti in quest'arte. Troppo spesso quelle parole sono vuote, sono, appunto, solo parole private del loro vero significato e per questo non sono veramente delle scuse. Le scuse vere sono scuse che ci richiedono uno sforzo, un morire a noi stessi perché dobbiamo accettare il fatto che NOI abbiamo sbagliato e il fatto di riconoscerlo ci rende vulnerabili all'altro. Ma chiedere scusa apre all'amore, alla gioia, alla pace... Non c'è pace senza giustizia, non c'è giustizia senza perdono. Il perdono è alla base di tutto. Se non si è capaci di perdonare non saremo mai capaci di costruire relazioni vere. 


venerdì 15 aprile 2011

Innamorati da una vita

Per continuare a riflettere sull'affettività e sulla relazione di coppia, una relazione che non può essere "usa e getta" ma un cammino fatto insieme, un cammino di crescita, un cammino dove i due sono protagonisti con Lui in mezzo.


Per vedere il video clicca qui: A sua immagine - Innamorati da una vita


E per continuare la riflessione vi propongo la bella canzone dei Modà e Emma: "Arriverà" (Sanremo 2011).

giovedì 14 aprile 2011

Dialogo e Post-it

Il dialogo è una ricchezza, una marcia in più in ogni relazione e lo è ancor di più in una relazione di coppia. Quante volte i matrimoni, i fidanzamenti (come le amicizie) finiscono perché non c'è dialogo? Perché ad un certo punto, chi è seduto accanto a noi non è altro che un'estraneo/a?

Il dialogo è il grande assente dell'oggi. Che paradosso no? Un mondo sempre più globalizzato, sempre più connesso, sempre più "online" che non è in grado di rivolgere due parole alla persona che gli è accanto se non per dirgli, magari, "spostati più in là che mi dai fastidio".

Vi propongo questo video per pensare al dialogo ... A volte le nostre relazioni sono diventate così fredde che non siamo più in grado di parlare a nostro fratello o sorella, con i nostri genitori, con gli amici, con il nostro ragazzo/a... 

Chissà, magari il "metodo" utilizzato nel video (e sicuramente da molti sperimentato già a scuola per non farsi beccare dal prof. durante le lezioni) può diventare una soluzione temporanea, un modo per "ricominciare"...


venerdì 11 marzo 2011

Preferisco Innamorarmi...


Stefano e Chantal, testimoni dell'amore
di Andrea Cuminatto

 «Un conto è dire: sai, è ammalato di Sla. Un altro è vivere dentro la Sla. Non si può capire. Il morbo di Gehrig sconvolge le famiglie». È una testimonianza forte quella di Chantal Borgonovo – moglie di Stefano Borgonovo, centravanti della Fiorentina tra il 1988 e il 1992 – che questo sabato, 5 febbraio, è tra i relatori dell’incontro al teatro Odeon di Firenze con i ragazzi delle scuole superiori. Organizzato dal Centro diocesano famiglia e dal Movimento per la Vita in occasione della Giornata per la Vita ha per tema  «Preferisco innamorarmi. Per ora o per sempre?»
L’ex calciatore ha ricevuto ormai da cinque anni la diagnosi della Sla – Sclerosi laterale amiotrofica, altrimenti conosciuta come morbo di Gehrig – malattia che paralizza gradualmente il corpo, lasciando invece la mente sveglia e vigile. «Ho conosciuto Stefano a 15 anni – racconta Chantal – mi sono fidanzata con lui a 17 e l’ho sposato a 21. Abbiamo quattro figli: Andrea, Alessandra, Benedetta e Gaia. Quando è arrivata la Sla, qualcuno mi ha suggerito: “Prendi un’infermiera”. No, grazie. Faccio da sola, io amo Stefano. Mi hanno aiutato mia sorella Yvonne e i figli più grandi. Ora abbiamo bisogno anche di un aiuto, perché Stefano non è più autosufficiente e da soli non ce la facciamo a coprire i turni. Dobbiamo pulirlo, fargli la barba, lavargli i denti, pettinarlo, vestirlo. Pesava 78 chili, adesso è sceso sotto ai 50».
Nonostante le immense difficoltà e il dolore causati dalla malattia di Stefano, la famiglia Borgonovo ha sempre continuato ad andare avanti, non solo compiendo l’impresa già difficile di restare unita, solida, dando un grandissimo esempio, ma impegnandosi anche nella ricerca medica per aiutare chi adesso e nel futuro si trova nella situazione di Stefano. Nel 2008 è nata infatti la «Fondazione Stefano Borgonovo Onlus» – nel quale Chantal opera in prima linea – che si propone di sostenere la ricerca per vincere il morbo di  Gehrig, elargire contributi e rendite per l’assistenza domiciliare e ospedaliera a favore dei malati di Sla e dare un sostegno, anche psicologico, alle famiglie. Purtroppo infatti dalla sanità pubblica non arrivano cure sufficienti per affrontare questa situazione: «Noi viviamo in provincia di Milano – spiega ancora Chantal – e abbiamo come assistenza, da parte della Asl di nostra competenza, un voucher che comprende 5 accessi settimanali a scelta tra la fisioterapia e un infermiere che verrebbe a controllare le condizioni generali, a disinfettare PEG e tracheo. Mio marito scelse la fisioterapia anche perché la tracheo va disinfettata più volte al giorno e quindi non ha senso un infermiere che viene per soli 20 minuti al mattino. Mio marito è stato dimesso dall’ospedale, dove era stato ricoverato per quattro mesi, il 27 luglio 2008. È tracheoctomizzato e si nutre con un sondino. Non ha avuto dimissioni protette, questo vuol dire che io, il 27 luglio 2008, mi sono trovata in casa, da sola, con una persona ventilata. Avevo due ventilatori, qualche cannula per l’aspirazione e qualche filtro. Mi mancava addirittura l’aspiratore, che è uno strumento che viene usato quasi ogni ora dal malato di Sla. Quindi un’ora dopo essere arrivata a casa con mio marito dimesso dall’ospedale, l’ho lasciato con uno dei miei figli, una ragazza di 18 anni, e sono andata nella mia Asl di competenza a chiedere del materiale ed in modo particolare l’aspiratore che mi serviva immediatamente. Devo dire che nella mia Asl ho sempre trovato persone molto disponibili e anche in quell’occasione sono stata fornita di quello che mi serviva. Ma sono stata anche fortunata perché il caso ha voluto che la Asl avesse ritirato il giorno prima l’aspiratore da un paziente che non ne aveva più bisogno».
Fin da subito quindi le cose non sono state facili per Chantal e la sua famiglia, e col tempo non è andata meglio. La signora Borgonovo racconta anche di come è dovuta stare sette ore in coda in ospedale, con Stefano in una stanza piena di gente – per i tracheoctomizzati è molto rischioso venire a contatto con persone malate – perché gli era uscita la PEG. «Dopo sette ore è intervenuto il medico e l’intervento è consistito in un’operazione durata in tutto cinque minuti. Qualche giorno dopo è successo che la PEG è uscita un’altra volta, a casa. Io ho visto negli occhi di mio marito il terrore per la paura di fare lo stesso calvario. L’ho fatto io, io che non sono un medico, ho preso il sondino e l’ho rimesso nello stomaco di mio marito».
Sono tanti i piccoli gesti di casa Borgonovo che ripetuti diventano imprese, e l’esempio di Chantal, accompagnato dal saluto di Stefano, viene trasmesso questo sabato ai ragazzi delle scuole fiorentine, che potranno davvero avere un modello da seguire trattando il tema dell’amore coniugale.



Questo articolo è stato stampato da ToscanaOggi 25/02/2011
La riproduzione integrale o parziale dei testi è permessa solo citando la fonte

martedì 1 marzo 2011

Casomai - Scheda film

Casomai

Stefania e Tommaso raggiungono in macchina la sperduta chiesetta di San Michele, alla ricerca di un luogo speciale in cui celebrare le nozze. Il giovane parroco che incontrano lì comincia a interrogarli sulla loro idea di matrimonio.
(di Stefano Cagol)

Scheda Tecnica
Genere:
  Commedia
Regia:
  Alessandro D’Alatri
Interpreti:
  Stefania Rocca (Stefania), Fabio Volo (Tommaso), Gennaro Nunziante (don Livio), Mino Manni (Rino), Maurizio Scattorin (Fausto), Sara D’Amario (Laura), Paola Bechis (Sara), Andrea Collavino (Carlo), Ada Treves (Giuliana), Andrea Jonasson (Christel)
Nazionalità:
  Italia
Anno di uscita:
  2002
Sceneggiatura:
  Anna Pavignano e Alessandro D’Alatri
Fotografia:
  Agostino Castiglioni
Montaggio:
  Osvaldo Baggero
Musiche:
  Pivio e Aldo de Scalzi
Durata:
  110′
Distribuzione:
  Columbia Tristar Home Entertainment



Soggetto
Stefania e Tommaso raggiungono in macchina la sperduta chiesetta di San Michele, alla ricerca di un luogo speciale in cui celebrare le nozze. Il giovane parroco che incontrano lì comincia a interrogarli sulla loro idea di matrimonio. Il dialogo proseguirà nel modo anticonvenzionale in cui è iniziato, anche all’interno della cerimonia nuziale, portando alla luce l’inizio della storia – l’incontro su di un set pubblicitario tra Stefania, truccatrice, e Tommaso, art director – e le tappe che hanno condotto i due in quella chiesa per unire le loro vite. “Non osi l’uomo dividere ciò che Dio ha unito”, il monito che conclude l’atto liturgico proietta il racconto in avanti, alla nascita del primo figlio, alle difficoltà quotidiane di conciliare ritmi ed esigenze familiari con il lavoro e con gli amici. Il contesto sociale non aiuta, anzi aggrava le incrinature che normalmente si creano nel rapporto di coppia; una nuova gravidanza inattesa non trova spazio e produce ulteriori fratture, fino a quella definitiva. Ma è solo un’ipotesi che don Livio ha messo in scena molto realisticamente per provocare familiari e amici ad assumersi le proprie responsabilità nei confronti della giovane coppia. Di fronte al diniego generale, invita allora tutti (spettatori inclusi) a uscire dalla chiesa e ad attendere fuori, mentre gli sposi pronunciano il loro sì, da soli, davanti a lui.


Sintesi Critica
Il matrimonio come “passo a due” sul ghiaccio, di una coppia di pattinatori: riusciranno a mantenere equilibrio e sincronia fino alla fine? Che cosa può spezzare l’intesa perfetta? Nel tempo della precarietà, della paura di scelte definitive, della virtualità e della serialità che permettono sempre un’alternativa e una possibilità di ritorno, ha ancora senso dire "per sempre"? Su che cosa fondare la speranza di un legame duraturo? È una denuncia garbata e una provocazione fatta coi toni lievi della commedia, quella che D’Alatri mette in bocca a don Livio; fin dal titolo, quel “casomai” che ritorna nella predica delle nozze e nelle rassicurazioni della tata Mena, a ricordare la natura ipotetica del discorso cinematografico. Tra metafora e realismo quotidiano, mette a fuoco gli ostacoli che la società insinua anche in chi crede che il matrimonio sia un impegno per la vita; smaschera gli interessi che una società dei consumi trae dall’infelicità delle persone, e pone ciascuno di fronte alle proprie responsabilità: l’amore e la felicità, per realizzarsi e durare, chiedono l’impegno di tutti. Attori inconsueti – professionisti e non – in stato di grazia, come la coppia di pattinatori artistici.


Scheda Didattica
 

Perché questo film?
Casomai
prospetta, in un lungo periodo ipotetico della possibilità, l’arco di una relazione affettiva adulta, dal nascere al riconoscimento dell’altro come necessario alla propria vita, all’istituzionalizzazione del rapporto nel matrimonio, alla procreazione. Grande attenzione viene dedicata alla descrizione dei rapporti con la famiglia di origine, all’interazione dell’ambito lavorativo e delle relazioni amicali, in un contesto sociale settentrionale (la storia è ambientata a Milano) di estrazione borghese (piccolo-borghese la famiglia di lui; medio-alta quella di lei). L’ambiente professionale del mondo pubblicitario, oltre a proiettare la tematica sulle frontiere della trasformazione del costume, sottolinea il contrasto tra l’artificiosità dei modelli di famiglia veicolati dai media, e l’esperienza reale quotidiana della vita di coppia. Infine il ruolo giocato dal prete nella struttura del racconto permette di chiarire la concezione cristiana dell’amore coniugale, la natura sacramentale del matrimonio, ma anche il contributo sociale e culturale dato dalla Chiesa cattolica alle istanze della contemporaneità.
Nuclei tematici disciplinari:
1. i modelli culturali di riferimento per la relazione di coppia nella società contemporanea
2. il sacramento del matrimonio nella religione cattolica
3. l’evoluzione storica del matrimonio a livello liturgico e sacramentale
4. la dimensione privata del matrimonio: il mistero indicibile della relazione uomo-donna
5. la dimensione sociale e comunitaria del matrimonio
6. la dialettica tra trasformazione socio-culturale e magistero ecclesiale.