LE NOVITA' NEL BLOG

Chiesa Ortodossa
rupestre
vignetta
cubo
Visualizzazione post con etichetta natale. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta natale. Mostra tutti i post

giovedì 3 gennaio 2013

Storie sulla natività 2.0


All'inizio dell'anno scolastico, con le classi seconde medie ci siamo cimentati in alcune storie su Gesù ai giorni nostri. Alcune di queste storie realizzate dai miei studenti della SS.ma Annunziata sono state pubblicate su Toscana Oggi. Qua sotto vi riporto l'articolo scritto dal giornalista Andrea Cuminatto. 
nativita

martedì 25 dicembre 2012

Buon Natale...

Attorno alla nascita di Gesù troviamo tanta gioia, meraviglia, stupore... Il video prodotto da Ignitermedia vuol ricordare come Dio è entrato questo mondo e perché: "non per essere servito, ma per servire e dare la sua vita in riscatto per tutti".

Buon Natale.

giovedì 20 dicembre 2012

We are here...

Da fine novembre nei supermercati si trovavano gli addobbi per Natale, i vari alberi di natale finti di colori e dimensioni svariate, le luci, i vari panettoni, panforti, spumanti ... Per le strade, anche se meno rispetto agli anni passati, non mancano le luci e gli addobbi così come non mancano le persone che gironzolano per i vari mercatini, centri commerciali e negozi in cerca di un qualche regalo, magari un po' più economico rispetto agli anni passati. 

Purtroppo il sentimento prevalente in molti è la preoccupazione della spesa, del far quadrare il bilancio preventivato per i regali... I regali che dovrebbero essere un momento di gioia, di allegria ... rischiano di essere solo una preoccupazione in più. 

Ma il vero senso del Natale qual è? ... 

lunedì 17 dicembre 2012

L'albero di natale e i cristiani...


Ci stiamo avvicinando al natale e come tante altre volte mi sento rivolgere spesso la domanda: "ma il presepe chi l'ha inventato? E l'albero di Natale? "; così come mi sento dire: "Io faccio il presepe perché sono cristiano"; "Io, invece, faccio l'albero di natale perché non credo"... Qualche tempo fa, gironzolando su internet avevo incontrato quest'articolo sull'albero di natale e così mi sembrava appropriato riproporvelo proprio in vista del Natale. 



Natale: chi ha inventato l'albero di Natale?
(Pubblicato da Focus Junior: http://www.focusjunior.it/)

Da noi è tradizione decorare l’albero di Natale, il tipico abete. Vi siete mai chiesti da dove abbia origine questa usanza? Si pensa sia nata in ambito pagano: poiché l’abete è una pianta sempreverde, i Druidi, i sacerdoti celti, fecero di esso un simbolo di vita e lo onoravano in varie cerimonie. Anche i Romani usavano regalarsi un rametto di una pianta sempreverde come augurio di buona fortuna, alle calende di gennaio (il primo giorno di quel mese). L’idea dell’abete come simbolo della vita eterna venne, poi, ripreso dai cristiani, che ne fecero il simbolo di Cristo stesso oppure, secondo altre leggende, dell’Albero della Vita o di quello del Bene e del Male, che crescevano entrambi nell’Eden. Tuttavia, si sono sviluppate moltissime altre leggende e teorie attorno all’albero di Natale; secondo alcuni studiosi, per esempio, l’abete fu scelto dai Cristiani fra tutti gli alberi sempreverdi per la sua forma triangolare, che rappresenterebbe la Santa Trinità.
 
Tuttavia, il primo vero albero di Natale, così come lo conosciamo noi, fu introdotto in Germania, nel 1611, dalla duchessa di Brieg, che, secondo la leggenda, aveva già fatto adornare il suo castello per festeggiare il Natale, quando si accorse che un angolo di una delle sale dell’edificio era rimasto completamente vuoto. Per questo, ordinò che un abete del giardino del castello fosse trapiantato in un vaso e portato in quella sala. In Francia, invece, il primo albero di Natale fu introdotto nel 1840 dalla duchessa d’Orleans.

La tradizione di decorare alberi per celebrare il Natale, comunque, era già molto diffusa prima del 1600 nelle regioni a Nord del Reno, zone in cui era più popolare la dottrina protestante rispetto a quella cattolica. I cattolici, infatti, dopo la riforma di Martin Lutero, consideravano un’usanza protestante quella di decorare alberi per celebrare il Natale. Furono soprattutto i Prussiani, dopo il Congresso di Vienna (1814-1815), a contribuire alla sua diffusione anche all’interno dei paesi cattolici. A Tallinn (Estonia), per esempio, già nel 1441, fu eretto un grande abete nella piazza del municipio, attorno al quale uomini e donne “single” ballavano alla ricerca di un’anima gemella. 

Il presepe, un altro elemento tipico della tradizione natalizia di molti paesi, invece, è stato inventato proprio da un famosissimo italiano: San Francesco d’Assisi! Durante la notte di Natale del 1223, a Greccio (Lazio), il santo rievocò la nascita di Gesù attraverso la prima vera rappresentazione vivente dell’evento. In più, celebrò la Santa Messa e tenne una famosa predica in modo da rendere comprensibile anche a coloro che non potevano leggere le Sacre Scritture la vicenda a cui stavano assistendo. Secondo la leggenda, il fantoccio usato per raffigurare Gesù Bambino prese vita più volte, durante la messa, fra le braccia di San Francesco.
Oggi, in Francia, i presepi sono diventati una tradizione molto importante per la celebrazione del Natale e particolarmente famosi sono quelli della regione della Provenza, chiamati “Santons”. Nei presepi spagnoli, invece, ai personaggi classici si affiancano Tio, un tronchetto d’albero che, se scosso, sprigiona dolcetti, e Caganer, un porta fortuna natalizio.

venerdì 30 novembre 2012

A Firenze: premio a chi allestisce un presepe


 Un premio per tutti i piccoli fiorentini che realizzano il presepe, per i commercianti, gli artigiani e iniziative particolari. Iscrizioni online su www.capannucceincitta.it. 

«Abbiamo bisogno di ritrovare il vero significato del Natale per liberarlo dalle sue contraffazioni che rischiano di prendere il sopravvento attorno a noi ... Fare il presepe vuol dire richiamare al nostro sguardo e quindi al nostro cuore, come pure allo sguardo e al cuore di chi ci sta vicino il vero motivo del Natale e quindi il modo più giusto e più bello per viverlo. Accogliamo anche quest’anno l’invito di “Capannucce in città” e facciamo il presepe nella nostra casa, nella nostra scuola, nei luoghi della nostra vita di ogni giorno», ha detto il Card. Betori che l'8 dicembre benedirà i «bambinelli» del presepe.

Tutti verranno premiati con un dono simbolico e un diploma di partecipazione solo per il fatto di aver realizzato il presepe in famiglia, in classe o in chiesa. A premiarli sarà lo stesso Cardinale Betori il 5 gennaio alle ore 16 nella chiesa di San Gaetano a Firenze con le note natalizie del Piccolo Coro Melograno.

Iscriversi è gratuito e semplice: basta rivolgersi alle parrocchie o alle scuole e inviare una mail con i nomi, cognomi e età di tutti i bambini partecipanti all’iniziativa a info@capannucceincitta.it, oppure collegarsi al sito www.capannucceincitta.it. Per qualsiasi informazione, tel. 338.7593538; info@capannucceincitta.it

Commercianti e artigiani: Tutti coloro che realizzeranno il presepe nel proprio negozio potranno iscriversi gratuitamente a info@capannucceincitta.it inviando il nome del negozio, l’indirizzo, nome e cognome del titolare e di eventuali collaboratori e la fotografia della vetrina. Potranno anche essere segnalate iniziative particolari legate alla tradizione del presepe che tanti adulti e anziani accomuna. Il comitato provvederà a valutare il merito e la dedizione alla “capannuccia” e inviterà alla premiazione i segnalati per una premiazione davvero speciale.

La premiazione avverrà il 5 gennaio 2012 alle ore 16 nella chiesa di San Gaetano a Firenze (via Tornabuoni/piazzetta Antinori).

martedì 27 dicembre 2011

Scollegarsi per... "collegarsi"

Le vacanze della scuola sono ancora all'inizio, mancano ancora tanti giorni prima di riprendere il tam-tam quotidiano: le levatacce; le interrogazioni; le spiegazioni; i compiti... e anche tante cose belle, spero.
Tanti di noi continuano a lavorare anche in questi giorni che noi, prof e studenti, siamo a casa. Ma lo scandire del tempo è segnato per tutti dalle feste, che ci riuniscono insieme alla famiglia. 
Ripensavo al mio Natale e a quelle due o tre telefonate, 20 o 30 messaggini, che sono arrivati nel pomeriggio, quando tutta la famiglia si è riunita e che distoglievano ora uno ora l'altro dallo stare insieme. Non voglio certo demonizzare il cel, ci mancherebbe ma... forse, a volte, non sarebbe male "essere utenti non raggiungibili" per poter essere "raggiungibili" da coloro che ci sono vicini fisicamente in quel momento... 

lunedì 26 dicembre 2011

Il giorno dopo...

Il giorno in cui si dovrebbe essere i "più buoni al mondo" si è concluso ieri, ormai toccherà aspettare il prossimo anno per "ritornare buoni"... oppure no? 
I grandi pranzi; i pomeriggi con la famiglia, impegnanti in un gioco o in una discussione; le carte dei regali che infestano il pavimento intorno all'albero di Natale; il presepe con Gesù bambino finalmente al suo posto che attende ancora la venuta dei Magi... si è tutto concluso? Della giornata di ieri che cosa ci è rimasto? I tanti regali che, speriamo, non siano già andati a far parte dell'arredo di casa, quasi dimenticati, e i tanti avanzi nel frigo? 


domenica 25 dicembre 2011

E se al posto di Natale usassimo Nascita del Signore?

Ieri avevo trovato quest'articolo sul settimanale ToscanaOggi. Mi aveva colpito l'articolo e mi piaceva proporvelo in questa giornata di festa, non certo per polemizzare ma, anzi, per riflettere insieme...
Tanti auguri a tutti!


E se al posto di Natale usassimo Nascita del Signore?


Non usiamo più la parola Natale. È una proposta che certamente, di primo acchito, molti riterranno sbagliata o addirittura.indecente. Ma tant’è, sono tanti anni che ci rimugino sopra e alla fine le cose vanno dette. Propongo di non usare più il termine Natale, perché ormai non dice molto e non si sa più che roba sia. Provate a pensarci. Tutto sotto Natale passa per Natale, senza alcun riferimento a alla Nascita di Gesù Cristo. Faccio qualche esempio.
Cominciamo da Babbo Natale che con il Natale ha poco a che fare, oltre a dar ad intendere ai bambini che quello sia il Natale. Poi: Natale sulla neve, Viaggi di Natale, Acquisti di Natale, Outlet Natale, Pranzo di Natale e si potrebbe continuare all’infinito. Tutto passa per Natale, senza aver a che fare con la Nascita di Gesù. Senza dire che se uno non ha comprato niente in occasione del Natale, pensa e dice: quest’anno ho fatto un Natale di niente. Anzi ho sentito dire: «Che Natale schifoso!». E così anche i bambini, i ragazzi e gli adulti si sentono avviliti, perché la crisi non permette di fare un Natale come si deve. Così il Natale diventa un dispiacere anziché suscitare gioia. Perché non dirci, almeno tra cristiani, che questo modo di pensare e di di agire in occasione della Nascita di Cristo è una vera offesa alla nostra fede, ma io direi è una «bestemmia».
Tutto questo si ripercuote anche nella Liturgia della Chiesa, nella predicazione, perché appena diciamo la parola «Natale», siete sicuri che chi ascolta pensi a Gesù Cristo, alla sua Nascita, o piuttosto a che cosa potrà o non potrà comprare per sé o per gli altri? Sennò, che Natale è? Bisogna ammetterlo, sia pure a malincuore, il consumismo ha ingoiato il Natale e lo ha spogliato del suo significato. Anche le luci per le strade che potrebbero in teoria far pensare alla «Luce» vera, Cristo, che viene a illuminare anche l’uomo del nostro tempo, ma in realtà sono soltanto per «acchiappare» i clienti nei vari negozi, anche la domenica, anzi soprattutto la domenica: già, ma non è il giorno del Signore? E le domeniche di Avvento non preparano al Natale del Signore? Sì, ma che c’entra, gli affari sono affari. E ritorno alla mia proposta: i cristiani lascino il termine Natale e usino sempre di più l’espressione «Nascita del Signore». Non è una novità, ma si usa poco questa espressione, che immediatamente porta la mente a Betlemme, al Bambino, all’annuncio degli angeli, a Maria e Giuseppe, ai Pastori, ai Magi. Anche nella Liturgia, nella predicazione, al Catechismo si usi l’espressione «Nascita del Signore», che non ha tanto bisogno di spiegazione, mentre se dite Natale, vista l’ignoranza religiosa, la parola ha bisogno di una lunga spiegazione. Ho detto qualcosa di nuovo? No, ho semplicemente fatto riferimento a Cristo che nasce per noi.
Franco Cerri Lucca

Carissimo don Franco, la tua è certamente una provocazione, ma quello che dici lo si può sottoscrivere. Purtroppo è vero, il consumismo ha distrutto il significato autentico del Natale e anche i cristiani non sono immuni da una certa mentalità. C’è una «nuova cultura», diceva Giovanni Paolo II invocando una «nuova evaneglizzazione», anzi: c’è bisogno di una nuova evangelizzazione proprio perché c’è una nuova cultura, che non risparmia nemmeno i credenti. Per cui, ripetendo un esempio sentito più volte, siamo di fronte a una realtà che è come una forbice aperta quando si confronta il Vangelo con la cultura attuale (distanza massima), ma che diventa quasi come una forbice chiusa quando il cattolico di oggi si confronta con la cultura attuale (distanza minima).
Buona Nascita del Signore a te, caro don Franco, e a tutti i nostri lettori.
Andrea Fagioli

Tratto da: ToscanaOggi Online - 20/12/2011

sabato 24 dicembre 2011

Buon Natale a tutti!!!



cf. Is 9,5

E' nato per noi un bambino,
un figlio ci è stato donato:
egli avrà sulle spalle il dominio,
consigliere ammirabile sarà il suo nome.

giovedì 22 dicembre 2011

Il Natale in 50 parole...

Ormai siamo arrivati, manca veramente, ma veramente poco al Natale. Al di là della nostra fede, è un momento importante da poter vivere insieme alla nostra famiglia, alle persone care... in che modo? Con quale spirito? Penso che anche se non siamo tutti cristiani, lo spirito del Natale cristiano, di Gesù che si fa bambino, l'amore della Santa Famiglia, il ritrovarsi davanti alla "grotta"... possa essere per ciascuno un esempio forte e bello da seguire... 

mercoledì 21 dicembre 2011

Le tradizioni natalizie...


Stamani, in classe, abbiamo parlato un po' delle tradizioni del Natale in Italia. Che cosa festeggiamo il 25 dicembre (la nascita di Gesù), che prima questa data era una festa pagana al "dio sole nascente", della tradizione dell'albero di Natale e del presepe... dei doni, che in molti paesi non giungono la notte di Natale ma il 6 di gennaio con i Re Magi. 

Qua sotto vi volevo proporre alcuni link dove potete trovare alcune tradizioni Natalizie: 

giovedì 15 dicembre 2011

Il paradosso del natale...

Siamo ormai agli sgoccioli, manca solo una settimana alla fine della scuola e poi ... iniziano le sospirate vacanze natalizie... La cassetta della posta continua a riempirsi di promozioni e offerte per il natale, le letterine a babbo natale già saranno sulla via, il presepe e l'alberello già sono tutti luccicanti nelle nostre case... e allora perché non riflettere qualche minuto sul Natale? 

sabato 10 dicembre 2011

L'essenza del Natale

Ci stiamo avvicinando sempre di più al Natale: mancano due settimane alle sospirate vacanze natalizie; stiamo entrando nella terza settimana d'avvento; le vie delle città sono già tutte luccicanti per via degli innumerevoli addobbi; nelle nostre case spuntano alberi di natale (ieri è spuntato uno in sala professori!) e, spero, anche qualche presepe; i negozi sono strapieni di genitori, nonni, fidanzati... alla ricerca del "giusto" regalo ... Anche alla radio non si parla d'altro. Ieri, mentre ritornavo a casa, stavo ascoltando una trasmissione radiofonica e tutta la discussione era centrata sulla crisi economica italiana e che quest'anno ci sarà una diminuzione della spesa per i regali, non dei regali, del 18%. Insomma, la slitta di Babbo Natale, pare che quest'anno sarà un po' più leggera.
I regali, ci mancherebbe, sono qualcosa di bello ma... sono ciò che veramente ci può dare la gioia? O è una gioia solo passeggera? E poi, siamo sicuri che è il regalo che ci fa felici? Che sia proprio "quel" regalo a darci la felicità? Perché, magari, se è un altro non siamo felici. Se ho chiesto un cellulare e invece dell'Iphone 4s mi arriva un "semplice" Nokia, farò festa? Oppure, per essere felice, DOVEVO AVERE l'Iphone? 
Ripeto, non voglio sminuire la bellezza del farsi i doni ma visto che si tratta di "doni" e non di "commercio" credo che sarebbe fondamentale per noi, per poter veramente gioire del Natale, riscoprire ciò che è "essenziale". Mi viene in mente Gesù che riprende Marta ("Marta, Marta, perché ti affanni?") che non è capace di gioire della presenza del Signore in casa sua perché "indaffarata" a preparargli il pasto... Arriva il Natale, momento di gioia perché siamo chiamati a ricordare Dio che si è posto al nostro fianco, e perché è la festa della famiglia.
Vi ho già annoiato abbastanza con questa "moralona"... vi volevo solo "lasciare" con questo video che ho trovato sul sito del collega auladereli.